Come favorire una relazione tonico-corporea nei primissimi mesi di vita 

relazione tonico-corporea

La prima relazione che il bambino vive con il mondo esterno si attua attraverso il corpo, nel dialogo tonico con il genitore. Conoscere e apprendere il linguaggio senso-motorio e corporeo del bambino, rappresenterà una forma di comunicazione preferenziale tra lo stesso ed il genitore/ caregiver.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Con il termine tono si fa riferimento alla capacità, dal punto di vista fisiologico, di mantenimento della postura e dei cambi di posizione.

La modulazione tonica del neonato, essendo dettata da bisogni primari espressi tramite riflessi, si manifesta tramite un linguaggio costruito sulla ipertonia che si trasforma – una volta soddisfatti bisogni fisiologici – in ipotonia di rilassamento.

La relazione emotiva con la madre trasforma l’automatismo del riflesso in comportamento. Lo stato di ipertonia è accompagnato da movimenti disorganizzati che si affievoliscono al momento della soddisfazione del bisogno, dunque del contatto con la madre. L’ipertonia diviene ipotonia ed i movimenti bruschi e disorganizzati rallentano e si fermano al contatto con la madre.

Con dialogo tonico si intende la relazione che si crea tra l’adulto e il neonato nei primi mesi di vita, grazie al contatto pelle a pelle che favorisce la formazione di legami emotivi e percezioni sensoriali.

Grazie al dialogo tonico si sviluppa nel bambino la percezione corporea, mediata principalmente sull’esplorazione dell’altro corpo grazie ai sensi.

L’attività psicomotoria permette al bambino di conoscere nuove modalità di interazione con il proprio corpo e con il caregiver, attraverso piccole attività quotidiane di comunicazione tonico-emozionale adeguata. Ed è in queste attività che ci accorgeremo come ogni piccolo essere umano abbia una propria modalità di muoversi, spostarsi e agire nell’ambiente. 

ALCUNI CONSIGLI

Ecco alcuni consigli per favorire il gioco corpo a corpo, e dunque un dialogo tonico, attraverso i sensi:

  • Il tatto è un mezzo privilegiato per comunicare con il proprio bambino. Il bambino ha esperienza di questo, attraverso il massaggio il massaggio fin dalla vita intrauterina, in cui le mani della mamma lo massaggiano dall’esterno. Massaggiare quotidianamente il propio bambino, favorisce il bonding ovvero il processo di attaccamento tra genitore e neonato poiché include e rafforza tutti i suoi elementi: tatto, vista, calore e odore della pelle; 
  • L’olfatto è uno dei sensi più sviluppati nel neonato, sebbene questo decresca con l’età. Il senso dell’olfatto è associato con aree del cervello legate alle emozioni (amigdala e ipotalamo). Mese dopo mese si possono proporre odori nuovi e di diversa natura (es., il mandarino, il miele). Ricorda che i profumi innescano ricordi carichi di emozioni;
  • Ascoltare la voce della mamma, ma anche quella del papà, permette al piccolo di rilassarsi e lo allena all’ascolto; sussurrare nei primi giorni delle parole, cantare delle canzoni, raccontare delle

    favole rappresentano una risorsa. Cambi d’intonazione e adeguamento all’emozione del piccolo, potenziano la relazione;

  • Guardarsi rappresenta un prerequisito sociale importante; è utile favorire questa interazione sia in silenzio che associata a gesti e parole. Offrire espressioni significative e peculiari di specifiche emozioni (facce buffe o insolite), nascondersi ed apparire (cucù), rappresentano momenti d’interazione che favoriscono la relazione di sguardi. 

Per qualsiasi dubbio o richiesta potete contattarmi al mio indirizzo mail. Sarò felice di rispondere. jessicacatanzaro@centrobaco.it .

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